Jost Hochuli, un maestro della tipografia

Ho letto in questi giorni un bellissimo libro su Jost Hochuli, grafico svizzero contemporaneo, di altissima levatura. Il titolo è Jost Hochuli: Printed Matter, mainly books; l’avevo comprato due anni fa ed era rimasto sulla mia scrivania per troppo tempo. Di lui avevo letto anche Designing Books, pubblicato dalla Hyphen Press di Robin Kinross, illuminato tipografo ed editore inglese. Sono due libri fondamentali che consiglio a chiunque voglia fare il grafico e condivida la passione per la tipografia, la forma dei caratteri, la composizione, il progetto del libro.
Jost Hochuli è nato nel 1933 a St.Gallen, vicino a Zurigo. Appena ventenne ha imparato le basi del mestiere ‘a bottega’, presso Rudolf Hostettler; a 25 anni ha frequentato la Ecole Etienne a Parigi, seguendo i corsi di Adrian Frutiger. Ha aperto un suo studio, è diventato socio di una casa editrice e ha insegnato per molti anni alla scuola grafica di Zurigo, interrompendo sei mesi il corso per studiare in Inghilterra; non si smette mai di imparare…
La sua grande qualità è quella di calarsi nel progetto e farsi guidare. Non crearsi dei limiti, delle barriere. Ha una profonda attenzione al dettaglio tipografico, all’uso di pochi caratteri, massimo due, spesso uno solo; ben combinati e bilanciati tra loro: un bold sans-serif (grassetto senza grazie) le cui maiuscole sono nella stessa dimensione del carattere usato del testo; un Futura Bold per i titoli assieme ad un Bembo Italic per il testo. Ma anche caratteri della stessa ‘famiglia’: il Joanna e il Gill Sans, entrambi di Eric Gill. Unisce caratteri per affinità di stile o per totale contrasto: Baskerville con Univers, Centaur e Futura. La composizione non è mai banale, la scelta della carta è sempre verso toni caldi avorio, i colori della sovracopertina giocano coi colori dell’interno copertina e del frontespizio, il ‘grigio’ del testo bilancia la presenza di fotografie; molta attenzione a tutti quegli elementi di contorno che spesso non vengono curati, come la posizione del numero di pagina, l’indice, le didascalie e le note; aggiunge pochi elementi grafici che creano equilibri sottili ma fortissimi.
Ogni suo progetto meriterebbe un’analisi approfondita. Sul web si trova poco, l’unico modo per conoscerlo sono i libri che ha disegnato (bisognerebbe fare un viaggio in Svizzera e comprare tutto!), un articolo che ha scritto per Casabella, pubblicato sul numero 679, e i due libri che ho segnalato: entrambi si trovano senza grossi problemi presso Amazon.
23 febbraio 2008 alle 4:25 pm
Ciao, facendo una ricerca su google su jost hochuli ho trovato questa pagina e l’ho trovata veramente molto interessante, tanto che mi sto avventurando anch’io su amazon per cercare qualche suo libro, sebbene secondo Giovanni Lussu dovrebbe essere esistito in italiano Il particolare nella prgettazione grafica proprio ad apera di Hochuli, libro che io nn sono mai riuscito a trovare, d’altronde.
Un consiglio: io sto scrivendo una tesi proprio sulla progettazione del libro, e ad ora, oltre a vario materiale generico, ho letto nello specifico La forma del libro di Tschichold e Gli elementi dello stile tipografico di Bringhurst. Ti sentiresti di consigliarmi qualcos’altro in base alle tue letture?
Grazie Ciao Raffaele