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Fernando Pessoa. Se immagino, vedo.

Fernando Pessoa

Un giorno di tanti anni fa. Ero sotto esame. Scienza delle costruzioni. Bleah! Dovevo studiare e avevo un libro di Pessoa sul tavolo: Poesie di Álvaro de Campos. Pessoa lo conoscevo già, era semplicemente un libro che avevo appena preso. In una pausa tra un esercizio e l’altro, l’ho aperto e ho cominciato a leggere. E non mi sono piú fermato… Ogni tanto tentavo di chiudere e ricominciare a studiare, ma dopo 5 minuti mi ritrovavo già sul divano a leggere.

Pessoa mi ha sempre fatto un effetto strano. Se molti a leggerlo si abbattono, io mi carico di energia. Lo so, prendetemi per matto ma è cosí. Io mi nutro di Pessoa. Le sue parole sono nettare per la parte piú profonda di me. Leggo le sue poesie, i suoi viaggi lontano senza muoversi, i suoi tuffi nell’io profondo, i suoi «millimetri… sensazioni di cose minime», il suo guardare nell’anima delle cose del mondo… leggo e mi riempio… sono sazio, non ho altri modi per esprimerlo! Mi ritrovo nelle sue parole, sono a mio agio. C’è tutto me stesso.

Da sempre sono affascinato dal tema del viaggio della mente. E in questi giorni ho riletto alcune pagine di quella che ritengo essere la sua opera piú bella: Il libro dell’inquietudine. Pessoa doveva essere un uomo molto solo, e per questo si inventava degli eteronimi per farsi compagnia. Tra questi c’era Bernardo Soares, che scrive le sue memorie in questo libro. Sono testi brevi, che vanno dalla descrizione delle nuvole ai rapporti con le persone che incontra per strada, alla sua personale visione della vita. Leggo e mi imbatto in un testo che avevo sottolineato…

Per viaggiare basta esistere. […] Se immagino, vedo. […] È in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo; se li creo esistono; se esistono li vedo. […] La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo.

15 commenti su “Fernando Pessoa. Se immagino, vedo.”

  1. ivana scrive:

    Stavo cercando qualche novità sul mio autore preferito e ho incontrato questa bella pagina di presentazione alla mia più amata lettura. La moltitudine di Pessoa non l\’ho trovata in nessuna altra forma d\’arte. Veramente un \’extraterrestre\’ ai molti. Anche a me da carica e sostegno la sua lettura. Trovo molto viscerali le sue poesie. Ogni tanto vado a rileggerle come se fossero la mia bibbia.

    Una sola moltitudie e naturalmente il libro dell\’inquietudine sono le mie opere preferite anche se lettere alla fidanzata di adelphi è squisitamente travolgente.

    «manca sempre qualcosa: un bicchiere, una brezza, una frase…»

    ivana

  2. Lori scrive:

    Ciao, sono rimasta molto colpita dalla tua presentazione… Conosco Pessoa solo marginalmente, ma credo che proverò a leggerlo. Grazie

  3. mauro scrive:

    il “pezzo” che hai messo alla fine dell’ articolo l ‘ avrò citato almeno mille volte . biglietti di auguri , sms , o semplicemente parlando con la gente . credo che sia una sintesi incredibile della vita , una di quelle frasi definitive che non ammettono repliche , insomma una grande verità . credo che pochi come pessoa abbiano saputo dare una visione cosi profonda del mondo parallelo che costruiamo nelle nostre menti . dici che ti carica di energie e questo ti sembra da matti , ma non è assolutamente cosi . immaginare un semplice ragioniere , perso fra timbri e cartacce , che riesce ad ignorare il circo che lo circonda , che trova la poesia della vita fra i passanti , i fiorai agli angoli delle strade , anonime tabaccherie , è la cosa più straordinaria che possa esistere .

  4. mirella58 scrive:

    L’ho scopro…e già l’adoro…

  5. marica scrive:

    …qualche anno fa,ero piccola per capire poesia e letteratura incastrate nella vita,trovai questi versi nella copertina interna della mia agenda…lì per lì non ci feci molto caso, eppure quelle esatte parole le ho sempre portate dentro…sono spuntate fuori al momento opportuno, quando, crescendo cercavo di avvalorare le mie tesi o di esprimere emozioni rubando proprio queste stesse frasi a Pessoa…mi restano dentro, in fondo è il viaggio che non mi abbandona: quest’estate ancora una volta le mie ali di cera si sono sciolte e passerà un freddo inverno prima che possa plasmarne di nuove robuste e leggere…la mia libertà se n’è andata assieme al mio ultimo viaggio, proprio in portogallo, da Oporto a Lisboa…è atroce negare e nescondere le proprie pulsioni e far scontare sulla pelle altrui l’impossibilità di cambiare se stessi.è assurdo non poterlo ammettere nemmeno a se stessi.sto spendendo i miei studi con l’intento di trascorrere l’intera vita in viaggio, senza troppi legami, nè troppe residenze.sto progettando da sempre “il prossimo viaggio” già prima d’intraprendere quello più imminente, ma non c’è spazio per nessuno in questo, per nessuno che non lo possa capire…ora aspetto in questa prigione d’amore e cristallo, per partire c’è ancora da sistemare qualcosa…”la vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo. grazie fernando e grazie per lo spazio…ne avevo bisogno!!! Marica

  6. marica scrive:

    …qualche anno fa,ero piccola per capire poesia e letteratura incastrate nella vita,trovai questi versi nella copertina interna della mia agenda…lì per lì non ci feci molto caso, eppure quelle esatte parole le ho sempre portate dentro…sono spuntate fuori al momento opportuno, quando, crescendo cercavo di avvalorare le mie tesi o di esprimere emozioni rubando proprio queste stesse frasi a Pessoa…mi restano dentro, in fondo è il viaggio che non mi abbandona: quest’estate ancora una volta le mie ali di cera si sono sciolte e passerà un freddo inverno prima che possa plasmarne di nuove robuste e leggere…la mia libertà se n’è andata assieme al mio ultimo viaggio, proprio in portogallo, da Oporto a Lisboa…è atroce negare e nescondere le proprie pulsioni e far scontare sulla pelle altrui l’impossibilità di cambiare se stessi.è assurdo non poterlo ammettere nemmeno a se stessi.sto spendendo i miei studi con l’intento di trascorrere l’intera vita in viaggio, senza troppi legami, nè troppe residenze.sto progettando da sempre “il prossimo viaggio” già prima d’intraprendere quello più imminente, ma non c’è spazio per nessuno in questo, per nessuno che non lo possa capire…ora aspetto in questa prigione d’amore e cristallo, per partire c’è ancora da sistemare qualcosa…”la vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo. grazie fernando e grazie per lo spazio…ne avevo bisogno!!! Marica

  7. Mapi scrive:

    Sono approdata qui, cercando qualche testo di Pessoa sulle “nuvole”. Potresti segnalarmene o trascivermene qualcuno gentilemente. Te ne sarei davvero grata. E’ per una relazione che dovrò tebere tra qualche giorno sulla poesia delle nuvole. Un caro saluto Maria Pina

  8. crimilde scrive:

    Nuvole… Oggi sono consapevole del cielo, poiché ci sono giorni in cui non lo guardo ma solo lo sento, vivendo nella città senza vivere nella natura in cui la città è inclusa. Nuvole… Sono loro oggi la principale realtà, e mi preoccupano come se il velarsi del cielo fosse uno dei grandi pericoli del mio destino. Nuvole… Corrono dall’imboccatura del fiume verso il Castello; da Occidente verso Oriente, in un tumultuare sparso e scarno, a volte bianche se vanno stracciate all’avanguardia di chissà che cosa; altre volte mezze nere, se lente, tardano ad essere spazzate via dal vento sibilante; infine nere di un bianco sporco se, quasi volessero restare, oscurano più col movimento che con l’ombra i falsi punti di fuga che le vie aprono fra le linee chiuse dei caseggiati. Nuvole… Esisto senza che io lo sappia e morirò senza che io lo voglia. Sono l’intervallo fra ciò che sono e ciò che non sono, fra quanto sogno di essere e quanto la vita mi ha fatto essere, la media astratta e carnale fra cose che non sono niente più il niente di me stesso. Nuvole… Che inquietudine se sento, che disagio se penso, che inutilità se voglio! Nuvole… Continuano a passare,alcune così enormi (poiché le case non lasciano misurare la loro esatta dimensione) che paiono occupare il cielo intero; altre di incerte dimensioni, come se fossero due che si sono accoppiate o una sola che si sta rompendo in due, a casaccio, nell’aria alta contro il cielo stanco; altre ancora piccole, simili a giocattoli di forme poderose, palle irregolari di un gioco assurdo, da parte, in un grande isolamento fredde. Nuvole… Mi interrogo e mi disconosco. Non ho mai fatto niente di utile né faro niente di giustificabile. Quella parte della mia vita che non ho dissipato a interpretare confusamente nessuna cosa, l’ho spesa a dedicare versi prosastici alle intrasmissibili sensazioni con le quali rendo mio l’universo sconosciuto. Sono stanco di me oggettivamente e soggettivamente. Sono stanco di tutto e del tutto di tutto. Nuvole… Esse sono tutto,crolli dell’altezza, uniche cose oggi reali fra la nulla terra e il cielo inesistente; brandelli indescrivibili del tedio che loro attribuisco: nebbia condensata in minacce incolori; fiocchi di cotone sporco di un ospedale senza pareti. Nuvole… Sono come me un passaggio figurato tra cielo e terra, in balìa di un impulso invisibile, temporalesche o silenziose, che rallegrano per la bianchezza o rattristano per l’oscurità, finzioni dell’intervallo e del discammino, lontane dal rumore della terra, lontane dal silenzio del cielo. Nuvole… Continuano a passare, continuano ancora a passare, passeranno sempre continuamente, in una sfilza discontinua di matasse opache, come il prolungamento diffuso di un falso cielo disfatto.

    LI,33 FERNANDO PESSOA

  9. Ii scrive:

    Pessoa… un mito!!

  10. vale scrive:

    Ciao..il mio non è un commento ma una richiesta di informazioni. Ho trovato in internet questa citazione:

    Non posso essere niente e non posso essere tutto:

    sono il ponte di passaggio fra ciò che non ho e ciò che non voglio.

    F.Pessoa

    ora un mio amico vorrebbe usarla nella tesi ma non riusciamo a trovare da quella poesia o testo si stata presa..mi sorge il dubbio che sia una citazione inventata e che non esista.. vi prego aiutatemi.. grazie

  11. la marca ernesto scrive:

    Complimenti per aver dato la possibilita’ a tanti amici ed amiche di conoscere meglio il pianeta PESSOA,una fermata per confrontarsi con tanti appassionati del Pessoa pensiero,ultimo in ordine di tempo anche Lucio Dalla che lo ha menzionato in una canzone del suo ultimo disco. Pessoa e’ alimento per le anime in cerca di conferme della sacralita’ della vita e del suo misterioso e insondabile fine.E’ una medicina che puo’ essere prescritta a tutti,consigliatelo soprattutto ai politici e a quelli che sostengono sempre di fare qualcosa per gli altri.

  12. Ophélinha scrive:

    che dire, l’ultimo anno della mia vita, in un modo o nell’altro, l’ho vissuto nel segno di Pessoa. Vedere Lisbona, la SUA Lisbona, è stato splendido.

    “Sono passato come uno straniero in mezzo a loro, ma nessuno ha capito che lo ero”

  13. Chiara scrive:

    Un bellissimo, articolo, complimenti, anche io adoror Pessoa, anche se mi sono accorta che non è facilissimo trovare i suoi libri, il Libro dell’inquietudine è forse il libro che preferisco in assoluto. Ciao

  14. edy scrive:

    Non ho mai letto niente di F.Pessoa ( vergogna) ma in attesa di partire per Lisbona sto cercando di entrare nell’atmosfera e per fortuna mi sono imbattuta in questo sito ………….non vedo l’ora di uscire a comprare un suo libro!1 grazie

  15. Valeria scrive:

    che dire.. io lo amo molto, moltissimo, a volte lo leggo nella sua lingua ad alta voce a lume di candela nella mia casa. A volte, per me, lui è un bisogno.

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