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	<title>unalberogrande &#187; Letture</title>
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		<title>Ho imparato…</title>
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		<pubDate>Thu, 22 May 2008 12:09:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unalberogrande</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>

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		<description><![CDATA[Di solito le catene che girano via mail sono delle bufale tremende.
Questa mi sembrava avesse una verità piú profonda.

–––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––

Ho imparato…
che nessuno è perfetto…
Finché non ti innamori.
Ho imparato…
che la vita è dura…
Ma io di piú!!!
Ho imparato…
che le opportunità non vanno mai perse.
Quelle che lasci andare tu… le prende qualcun altro.
Ho imparato…
che quando serbi rancore e amarezza
la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di solito le catene che girano via mail sono delle bufale tremende.<br />
Questa mi sembrava avesse una verità piú profonda.</p>

<p>–––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––</p>

<p>Ho imparato…<br />
che nessuno è perfetto…<br />
Finché non ti innamori.<br />
Ho imparato…<br />
che la vita è dura…<br />
Ma io di piú!!!<br />
Ho imparato…<br />
che le opportunità non vanno mai perse.<br />
Quelle che lasci andare tu… le prende qualcun altro.<br />
Ho imparato…<br />
che quando serbi rancore e amarezza<br />
la felicità va da un&#8217;altra parte.   </p>

<p>Ho imparato…<br />
Che bisognerebbe sempre usare parole buone…<br />
Perché domani forse si dovranno rimangiare.<br />
Ho imparato…<br />
che un sorriso è un modo economico per migliorare il tuo aspetto.<br />
Ho imparato…<br />
che non posso scegliere come mi sento…<br />
Ma posso sempre farci qualcosa.<br />
Ho imparato…<br />
che quando tuo figlio appena nato<br />
tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno…<br />
ti ha agganciato per la vita.   </p>

<p>Ho imparato…<br />
che tutti vogliono vivere in cima alla montagna…<br />
Ma tutta la felicità e la crescita avvengono mentre la scali.   </p>

<p>Ho imparato…<br />
che bisogna godersi il viaggio e non pensare solo alla meta.   </p>

<p>Ho imparato…<br />
che è meglio dare consigli solo in due circostanze…<br />
Quando sono richiesti e quando ne dipende la vita.<br />
Ho imparato…<br />
che meno tempo spreco…<br />
piú cose faccio.   </p>
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		<title>Una recensione per Amante Calante</title>
		<link>http://unalberogrande.it/recensione-amantecalante/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2006 07:59:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unalberogrande</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul sito Voce di Carpi è uscita una bella recensione del libro di Andrea Saltini, Amante Calante, che, stando alla classifica dei libri della versione cartacea del settimanale, ha superato nelle vendite (almeno a Carpi) il Dan Brown!
Con un abile &#8216;copia&#38;incolla&#8217; lo riporto qua sotto.

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Anche in un libro il talento di Saltini
Eclettico, poliedrico, versatile. Sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul sito <a href="http://www.voce.it/edicola/index.html?section=articolo&amp;id=161&amp;artid=4461">Voce</a> di Carpi è uscita una bella recensione del libro di <a href="http://www.annyland.it/main.htm">Andrea Saltini</a>, <em>Amante Calante</em>, che, stando alla classifica dei libri della versione cartacea del settimanale, ha superato nelle vendite (almeno a Carpi) il Dan Brown!
Con un abile &#8216;copia&amp;incolla&#8217; lo riporto qua sotto.</p>

<p>+++++++</p>

<p><strong>Anche in un libro il talento di Saltini</strong>
Eclettico, poliedrico, versatile. Sono parole spesso abusate nel descrivere un artista che esprime la sua inesauribile creatività attraverso linguaggi trasversali. Parlando di Andrea Saltini non si possono non usare tali aggettivi, forse un po&#8217; banali ma quanto mai azzeccati per un talento camaleontico come il suo. Nato a Carpi nel 1974, Saltini si è avvicinato alla pittura circa dieci anni fa e da quattro ne ha fatto la sua professione riscuotendo consensi in Italia e all&#8217;estero. Ha esposto a Barcellona, a Berlino, alla Triennale internazionale dei giovani artisti di Londra e collabora con diverse gallerie e istituti culturali di Parma, Modena, Reggio Emilia, Milano che hanno organizzato alcune sue mostre personali, e ha partecipato a collettive e rassegne culturali in tutta Italia. Il suo talento è riconosciuto da critici, esperti e galleristi e i suoi lavori hanno raggiunto quotazioni importanti. Alla passione per la pittura, Saltini unisce una naturale predisposizione per altri linguaggi artistici, come la scrittura, la musica e il teatro, che fanno spesso da contorno alle sue installazioni.</p>

<p><em>Amante calante</em>, edito da <em>ilibrisensibili</em> e presentato allo Spazio Giovani Mac&#8217;è! di Carpi nella serata del 7 luglio, è il suo primo libro, un&#8217;autobiografia che ripercorre i momenti più significativi della sua vita dal 1976 al 1999. «Avevo 3 anni. Calzoncini rossi, in piedi; mi piegavo verso terra e portavo una manciata di sabbia nella bocca. Il primo sapore che mi viene in mente è quello della sabbia. Poi, ho scavato una buca, rapido, e ci ho vomitato dentro (&#8230;). Quella volta non mi vide nessuno. Decisi di patire da solo quel segreto». È il primo ricordo di Andrea Saltini e l&#8217;incipit del suo libro che esprime già dall&#8217;inizio la sua personalità complessa, insondabile, in perenne bilico tra normalità e follia. La creatività, per lui è sinonimo di liberazione dalla sofferenza, dalla morte, dalla malattia, dalla solitudine, per gli altri è invece la dimostrazione di una specie di anormalità. «E poi, un giorno, iniziai a sentir l&#8217;espressione bambino difficile. (&#8230;) A casa potevo anche essere accettato, ma il problema dei bambini solitari era la scuola. Gli insegnanti tendono a considerarti un po&#8217; stupido. (&#8230;) Loro non avevano la minima idea delle cose fantastiche che mi passavano per la testa».</p>

<p>L&#8217;arte come terapia del dolore fa da filo conduttore a tutto il libro: nella sua vis poetica trova la forza di reagire alle piccole e grandi avversità, al disagio e ai tormenti di un&#8217;esistenza certamente non facile. Saltini non subisce la vita, la assapora giorno dopo giorno in ogni suo retrogusto, anche quello più amaro e la malinconia che lo accompagna è una sorta di via di fuga dal disarmante senso di vuoto di fronte all&#8217;ineluttabilità del destino umano.
Anche nell&#8217;amore, e nel sesso, Saltini trova una consolazione al dolore e, da buon &#8216;artista maledetto&#8217;, li vive con ardore, dedizione e con un amplificato senso del tragico: «La delusione è un&#8217;ottima maestra, se si sopravvive alle lacerazioni subite dal proprio ideale romantico». La seconda parte del libro passa dunque in rassegna il percorso sentimentale di Saltini, in una vera e propria carrellata di nomi femminili che hanno occupato il suo universo di giovante amante. Un &#8216;amante calante&#8217;.
<em>Claudia Rosini</em></p>
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		<title>Fernando Pessoa. Se immagino, vedo.</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2006 16:29:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unalberogrande</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>

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		<description><![CDATA[

Un giorno di tanti anni fa. Ero sotto esame. Scienza delle costruzioni. Bleah! Dovevo studiare e avevo un libro di Pessoa sul tavolo: Poesie di Álvaro de Campos. Pessoa lo conoscevo già, era semplicemente un libro che avevo appena preso. In una pausa tra un esercizio e l’altro, l’ho aperto e ho cominciato a leggere. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/media/pessoa.jpg" alt="Fernando Pessoa" title="Fernando Pessoa, fonte: web" /></p>

<p>Un giorno di tanti anni fa. Ero sotto esame. Scienza delle costruzioni. Bleah! Dovevo studiare e avevo un libro di Pessoa sul tavolo: <a href="http://tinyurl.com/jrbm2">Poesie di Álvaro de Campos</a>. Pessoa lo conoscevo già, era semplicemente un libro che avevo appena preso. In una pausa tra un esercizio e l’altro, l’ho aperto e ho cominciato a leggere. E non mi sono piú fermato… Ogni tanto tentavo di chiudere e ricominciare a studiare, ma dopo 5 minuti mi ritrovavo già sul divano a leggere.</p>

<p>Pessoa mi ha sempre fatto un effetto strano. Se molti a leggerlo si abbattono, io mi carico di energia. Lo so, prendetemi per matto ma è cosí. Io mi nutro di Pessoa. Le sue parole sono nettare per la parte piú profonda di me. Leggo le sue poesie, i suoi viaggi lontano senza muoversi, i suoi tuffi nell’io profondo, i suoi «millimetri… sensazioni di cose minime», il suo guardare nell’anima delle cose del mondo… leggo e mi riempio… sono sazio, non ho altri modi per esprimerlo! Mi ritrovo nelle sue parole, sono a mio agio. C’è tutto me stesso.</p>

<p>Da sempre sono affascinato dal tema del viaggio della mente. E in questi giorni ho riletto alcune pagine di quella che ritengo essere la sua opera piú bella: <a href="http://www.feltrinelli.it/SchedaLibro?id_volume=878609">Il libro dell’inquietudine</a>. Pessoa doveva essere un uomo molto solo, e per questo si inventava degli eteronimi per farsi compagnia. Tra questi c’era Bernardo Soares, che scrive le sue memorie in questo libro. Sono testi brevi, che vanno dalla descrizione delle nuvole ai rapporti con le persone che incontra per strada, alla sua personale visione della vita. Leggo e mi imbatto in un testo che avevo sottolineato…</p>

<p><em>Per viaggiare basta esistere. […] Se immagino, vedo. […] È in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo; se li creo esistono; se esistono li vedo. […] La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo.</em></p>
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		<title>Omaggio a Osamu Tezuka</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2006 08:07:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unalberogrande</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho sempre avuto la passione per i fumetti. Sono partito molti anni fa con Popeye, ho attraversato il periodo Bonelli, qualcosa leggo ancora; ho conosciuto e amato il fumetto d’autore, da Pratt a Manara, da Bilal a Hergè; ho amato il grande Magnus, di cui conservo gelosamente un preziosissimo schizzo de Lo Sconosciuto. Molti anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho sempre avuto la passione per i fumetti. Sono partito molti anni fa con Popeye, ho attraversato il periodo <a href="http://www.sergiobonellieditore.it/">Bonelli</a>, qualcosa leggo ancora; ho conosciuto e amato il fumetto d’autore, da Pratt a Manara, da Bilal a Hergè; ho amato il grande <a href="http://www.magnusonline.it/homepage.htm">Magnus</a>, di cui conservo gelosamente un preziosissimo schizzo de <strong>Lo Sconosciuto</strong>. Molti anni fa, quando studiavo a Milano, frequentavo la <a href="http://www.borsadelfumetto.com/">Borsa del Fumetto</a>. In mezzo ai fumetti italiani, francesi, americani (che non ho mai capito lo ammetto) arrivò come una bomba il manga giapponese: ricordo fiumi di pischelli che spendevano anche centomila lire per un fumetto scritto in una lingua che immagino non capissero, i primi manga arrivavano direttamente dal Giappone, di importazione, non tradotti! Era scoppiata una vera e propria mania, come tante in Italia.</p>

<p>Per anni ho ignorato il fenomeno. Poi, come spesso succede, sono arrivati anche i fumetti validi. A Modena il mio <em>pusher</em> di fiducia è da sempre Daniele Iori. In una delle miei frequenti visite mi consiglia un autore che non era mai stato tradotto in italiano ed era considerato dagli esperti l’Hugo Pratt giapponese: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Osamu_Tezuka">Osamu Tezuka</a>. Lo pubblica una casa editrice milanese, la <a href="http://www.hazardedizioni.it/index.html">Hazard</a>. Titolo: <strong>La storia dei tre Adolf</strong>. Cinque volumi da 250 pagine l’uno. Tezuka è quello che ha inventato lo Story Manga.</p>

<p><img src="/media/tezuka.jpg" alt="tezuka" title="Tezuka e Astroboy. Fonte: web" /></p>

<p>È successo qualche anno fa, ma in me è ancora vivo il ricordo di quella lettura. Sconvolgente. Intenso. Unico. Un punto di vista sulla seconda guerra mondiale totalmente nuovo. La storia va dagli anni ‘30 agli ‘80, i protagonisti sono: Adolf Kamil, figlio di un panettiere ebreo, e Adolf Kaufmann, figlio del console tedesco a Kobe, che fin dall’inizio viene a conoscenza dell’inconfessabile segreto del terzo Adolf, Hitler. Quale sia il segreto non lo scrivo, in mezzo alla tragedia che si consuma è quasi paradossale. L’intreccio è complesso ma molto affascinante, a tratti melodrammatico com’è nella tradizione del racconto giapponese. L’aspetto che Tezuka mette ben in rilievo è che tutti i protagonisti della storia, ma anche della Storia in senso piú ampio, si muovono e agiscono per quella che in cuore loro ritengono una ‘giusta causa’. Dalle follie del dittatore tedesco, alla ribellione del figlio del console, dalle lotte per la nuova terra degli ebrei alla guerra degli arabi per non cederle: «Ognuno portava avanti il proprio concetto di giustizia». E alla fine sarà un vecchio giornalista, che ha attraversato tutta la Storia e ne ha conosciuto i protagonisti, a raccontare <em>La storia dei tre Adolf</em>, e cercare di capire cosa sia la ‘giusta causa’.</p>

<p><img src="/media/adolf.jpg" alt="tezuka" title="Dettaglio della copertina. Fonte: web" /></p>

<p>In questi anni la Hazard ha pubblicato tutte le opere piú importanti di Osamu Tezuka: <strong>Budda</strong>, <strong>Black Jack</strong>, <strong>Ajako</strong>, <strong>MW</strong>, <strong>Kimba</strong>; da poco ha cominciato la serie della <strong>Fenice</strong>. Sono opere di grande respiro, profonde, umane. Se anche non amate i fumetti, Tezuka ha la capacità di portarvi dentro la storia, di coinvolgere il lettore. È stato un autore infaticabile, era affascinato dalla vita a 360 gradi. Aveva una grande passione per la natura, le piante, gli insetti. La sua passione per il corpo umano l’ha spinto a studiare medicina, e si è anche laureato! Scriveva storie e disegnava migliaia di tavole, ad un ritmo forsennato. Si parla di 75.000 tavole disegnate e oltre 250 milioni di copie vendute, in sessant’anni di vita! Poco prima della sua morte, alcuni importanti quotidiani nazionali si erano fatti promotori di una campagna a favore dell’assegnazione a Osamu Tezuka del premio Nobel per la Letteratura.</p>

<p>Prendo a prestito una frase di Rushdie: Leggetelo, leggete ogni cosa che Tezuka ha scritto.</p>
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		<title>Misteri Italiani, una passione inconscia</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2006 16:36:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>unalberogrande</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>

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Sono cresciuto a cavallo degli anni ‘70 e ‘80, di tutti gli scandali che ci sono stati, gli omicidi di mafia, gli intrecci tra politica, affari e il Vaticano, di quel periodo molto difficile per l’Italia (non che ora sia meglio), ho sempre avuto un ricordo vago, di riflesso. Da qualche anno molte case editrici, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/media/misteritaliani.jpg" alt="Misteri Italiani" title="Uno dei primi 'misteri italiani'" /></p>

<p>Sono cresciuto a cavallo degli anni ‘70 e ‘80, di tutti gli scandali che ci sono stati, gli omicidi di mafia, gli intrecci tra politica, affari e il Vaticano, di quel periodo molto difficile per l’Italia (non che ora sia meglio), ho sempre avuto un ricordo vago, di riflesso. Da qualche anno molte case editrici, anche piccole, stanno creando delle collane dedicate a molti misteri legati a quegli anni. Forse il primo a riportare d’attualità il tema è stato Carlo Lucarelli, con la trasmissione <strong>Mistero in Blu</strong> e <strong>Blu Notte</strong> prima, e con i due volumi sui <a href="http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/scheda.jsp?isbn=978880615445&amp;ed=87">Misteri d&#8217;Italia</a> poi. Da lui è partita la mia curiosità di conoscere un po’ meglio la nostra storia recente.</p>

<p>Da Michele Sindona alla mafia, da <a href="http://www.bcdeditore.it/Catalogo/Scheda_libro.aspx?id=1506">Enrico Mattei</a> al <a href="http://www.fazieditore.it/f2/default.asp?p=FaziShopLibro&amp;id=587">processo Andreotti</a>, dal sequestro Moro all’omicidio di Mino Pecorelli (non so se esista oggi un giornalista che abbia la follia di scrivere le cose che scriveva lui, girando per la rete si trova qualcosa di suo, leggetelo e non lo crederete possibile…). Leggendo anche solo pochi libri sull’argomento si rimane allibiti… mi perdonerà chi è piú grande di me, ma pensare che abbiamo subíto anche un tentativo di colpo di stato, il golpe Borghese, ha del surreale, dell’incredibile… colpo di stato fallito all’ultimo minuto tra l’altro, non solo ‘pensato’, come riferisce Camillo Arcuri nel libro <a href="http://bur.rcslibri.corriere.it/sclibro.php?idlb=2443">Colpo di Stato</a>. Per non parlare delle logge massoniche, e di chi ne faceva parte per ottenere privilegi di ogni genere; gruppi di poteri forti in grado di coinvolgere alte cariche dello Stato, e di avere rapporti di favore coi Servizi segreti di altri stati.</p>

<p>Di recente ho letto un bellissimo libro di Ferruccio Pinotti, <a href="http://bur.rcslibri.corriere.it/sclibro.php?idlb=2856">Poteri Forti</a>, edito da Rizzoli nella bellissima collana <em>futuropassato</em>. È l’attenta ricostruzione del crack Ambrosiano, della morte del suo direttore Roberto Calvi, e dei rapporti poco puliti tra lui ed esponenti del Vaticano, come il cardinale Marcinkus, scomparso proprio un paio di mesi fa. Lascia increduli leggere la complessità di intrecci tra politici, banchieri, faccendieri, massoni, mafiosi, uomini di Chiesa… ma forse, vista la mole di denaro che erano capaci di creare, spostare, pulire, riciclare, non è così strano che abbia attirato tanti interessi.</p>
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