
Mercoledí 17 ottobre, Salumeria della Musica, Milano. Arrivo presto, Renato Sellani è da solo sul palco a suonare per sé. Il locale è vuoto e mi siedo a gustarmi questo momento intimo. Poi pian piano arriva la gente e la sala si riempie. Sono in prima fila e mi protendo letteralmente verso il palco, verso il pianoforte. Sellani suona accompagnato dalla voce di una giovane cantante brasiliana, Rosa Emilia. Lei è molto brava, ha una voce leggera, che porta indietro nel tempo… ma è Renato che mi cattura.
Ogni cosa che nasce dalle sue mani mi incanta. Le sue mani mi portano lontano, mi cullano, mi riempiono. Ogni goccia di suono la raccolgo nella sua pienezza, è una melodia rotonda, essenziale, asciutta. Ma anche piena, ricca, perfetta. Mi balla attorno e mi entra dentro. Ha il sapore del pane caldo. È leggera ma ‘pesata’ sui tasti fino al giusto.
È difficile descrivere la musica di Sellani. Va ascoltata, ‘bevuta’, assorbita, sentita con tutto se stessi. Va ‘vista’. Grazie Renato, spero di rivederti presto

Sono in partenza per le ferie… Nella mia valigia: un paio di libri di Scerbanenco, un paio di Dino Buzzati (genio!), e l’ultimo del grande Edward Bunker.
Nei giorni scorsi ho fatto una lunga camminata di 5 tappe con due carissimi amici lungo la Via Vandelli, di cui scriverò al mio rientro, con galleria fotografica inclusa.
So Long!