unalberogrande

Archivio di Gennaio, 2007

Ancora un video di Kaki King

sherlock holmes 2009

McCoy Tyner, il Gigante

Tyner al Blue Note

Sono passati 7 anni (era a Ravenna nel 2000) e rivedo Tyner e la sua «camminata meravigliosamente stanca» come la definirebbe Baricco. Suona al Blue Note di Milano, in trio con Gary Bartz al sassofono. Le mani che scorrono sulla tastiera, le note piene e leggere. È stata una bella giornata, tra DePadova, librerie e un aperitivo con nuovi amici.

Grande Tyner, ti rivedo volentieri. Con l’amico Fred, siamo seduti ad un tavolo vicino al pianoforte. Lo vedo di spalle, che posa le dita sulla tastiera, guarda i suoi partner in quest’ennesima avventura. Un omaggio a Coltrane, uno a Duke Ellington («un amico che ci manca molto»). Ha 69 anni, e li ha vissuti tutti in pieno. Tra una pausa e l’altra, scende dal palco e ci passa vicino… siamo a un passo dalla leggenda.

Sorride, è contento. È con noi.

Kc* Travel e l’inconscio in GTA

Questa è una di quelle storie che di solito lasciano il grafico, sicuro di aver avuto una buona idea, basito e senza parole. Recentemente due amici mi hanno chiesto di progettare il logo e l’identità visiva della loro agenzia di business travel: KC Travel (thanks Milvia, thanks Mr. Emm).

La prima proposta, quella che poi è stata scelta, si basa sul significato di asterisco e cioè: segno grafico a forma di stella; dal latino tardo asteriscus, che è dal greco asterískos, diminutivo di astér ‘stella’ (come da vecchio vocabolario Garzanti). L’idea poetica della stella, che da secoli è simbolo e guida per i naviganti, tradotta in asterisco tipografico, ben si adatta al tipo di attività. Ed è un piccolo gesto grafico da abbinare al logotipo, composto in un elegante e classico Bauer Bodoni.

kc* travel 1

La seconda proposta, ancor piú tipografica, è basata sulle possibilità molto disegnate, molto grafiche, che offrono le aste ascendenti e discendenti del carattere Poetica Chancery, del buon Robert Slimbach. Tra queste, la forma della K, molto pronunciata, che ‘accoglie’ in sé la C. Di questa proposta avevo fatto anche una versione molto piú esasperata come disegno delle grazie. Ad ogni modo è stata scartata proprio per la sua forma eccessiva.

kc* travel 2

E fin qua la storia potrebbe essere conclusa…
Un paio di mesi dopo però, sono bello tranquillo in poltrona a farmi un giro per le strade di Liberty City, ultimo capitolo della serie GTA (chi ha la PS2 sa di cosa parlo, per tutti gli altri un videogioco molto fico), e mi imbatto in una delle finte pubblicità presenti nel gioco… Carramba che sorpresa! Il mio inconscio mi ha fregato!

Poi uno va da un cliente e dice: «Ho avuto un’idea fichissima per il tuo logo!».

gtalcs

Vinicio Vecchi, architetto di cinema e case del popolo

Vinicio Vecchi

Qualche giorno fa è mancata una persona straordinaria, che ho avuto la fortuna di conoscere. Vinicio Vecchi, architetto modenese. Era un uomo d’altri tempi, una di quelle persone caute, chiare, semplici.

Con l’amico Andrea Costa abbiamo avuto il piacere di portare a Ginevra la mostra collegata al suo bellissimo libro sulla Modena Razionalista, e la fortuna di avere con noi Vinicio, per quel breve viaggio. Sono stati 3 giorni indimenticabili… Mi diverte pensare ad alcuni momenti: dal viaggio in macchina, al suo chiaccherare pacato, alla breve visita di Ginevra; ‘breve’ perché da italiani in vacanza avevamo vestiti troppo leggeri, e dopo pochi minuti, dietro consiglio del maestro, abbiamo abbandonato il gruppo per rifugiarci in un bar, a scaldarci con una tazza di caffè. Mi vengono in mente i suoi gesti ampi, la saggezza tutta emiliana di vedere le cose.

Pubblico qui di seguito, con molto piacere, un breve ma intenso testo scritto da Andrea per la scomparsa di Vinicio.

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Vinicio Vecchi

Ci sono architetti che non trovano posto nelle storie ufficiali dell’architettura italiana del dopoguerra, perché troppo lontani dai circoli accademici. Questo vale anche per architetti che hanno segnato in profondità l’immagine di una città, come Vinicio Vecchi, scomparso il 12 marzo scorso a Modena all’età di 83 anni, che solo negli ultimi tempi aveva ricevuto qualche attenzione dalla ricerca storica.

Cresciuto in una famiglia di scultori, dopo aver frequentato la scuola d’arte, studia architettura a Roma e a Milano. Tornato a Modena, diventa il piú giovane consigliere comunale per il PCI e collabora con Mario Pucci nella progettazione di numerose opere pubbliche e private che trasformano la città durante la Ricostruzione, come la Stazione delle Autocorriere, la sede delle Aziende Municipalizzate, il Villaggio Artigiano e il primo quartiere INA-Casa. Nello stesso tempo è autore di una serie di opere piú piccole ma non meno significative, come alcune stazioni di rifornimento e interni di negozi, che testimoniano un’interpretazione originale del linguaggio razionalista.

Vinicio Vecchi

Negli anni successivi si specializza nella progettazione di sale cinematografiche, arrivando a realizzarne oltre cinquanta. Un primato forse unico in Italia, anche per la qualità di queste opere, come il Cinema Olympia a Modena, del 1954. L’esperienza a cui continuava a sentirsi piú legato era la costruzione delle Case del Popolo. Tra queste amava ricordare soprattutto la Casa Rinascita di San Vito di Spilamberto, costruita sulle ceneri di una cooperativa di consumo bruciata dalle squadre fasciste nel 1921. Una vera e propria costruzione collettiva, alla quale un’intera popolazione diede il proprio contributo volontario.

Vinicio Vecchi

Ancora oggi è possibile vedere questo edificio, perso nella campagna tra la via Emilia e le prime colline: «semplice, elementare, fatto di pochi pannelli che determinano un volume» nel quale è incastonato il prezioso bassorilievo del fratello scultore, Veldo, che rappresenta la Resistenza e il sogno di una nuova società, che non esiste piú.

Andrea Costaavatar dvd

4 mm

Segui il tuo destino,
irriga le tue piante,
ama le tue rose.
Il resto è ombra
di alberi altrui…
Fernando Pessoa

5 mm

Ogni Carattere
ha un Aspetto Individuale.
Un Proprio
Valore Decorativo.
Una Propria
Atmosfera
Carlo Frassinelli, 5 aprile 1941