Una settimana DePadova
(domenica 12 marzo) È sera. Sono a Milano dal mitico Spontini, il cameriere si ricorda di me: pizza abbondante e coca media. Il campo base è a casa di Ely&Andre, carissimi amici dai tempi dell’università di architettura, che mi accolgono sempre nella city quando ho bisogno (o in occasione delle mitiche tigellate). Sono a Milano per fare il catalogo 2006 di DePadova. Sono contento di essere qua e onorato di avere questa possibilità (grazie Francesca).

(lunedì 13 marzo) Primo giorno alla DePadova, comincio a sperimentare la gabbia ‘svizzera’ che ho abbozzato ieri sera in pizzeria. In orizzontale è divisa in sei parti: 1/6 in alto è dedicato al nome del prodotto/designer, 2/6 in basso dal testo, e la parte centrale dalle foto, disposte in vari modi, che ‘raccontano’ il progetto o le idee che l’hanno ispirato, accompagnate a volte da disegni e dettagli. La pagina destra invece è usata per l’ambientazione o per foto di piú ampio respiro. Ma la regola non è fissa, cerchiamo di essere liberi e aperti a soluzioni che possono incuriosire, divertire… ci lasciamo ispirare noi stessi dal nome o dall’origine del progetto. Sono col mio portatile, su un grande tavolo bianco (il Tools), seduto su una bella poltroncina con le rotelle (la Pollack). Comincio dai capitoli delle librerie, dei divani e delle poltrone.
Mi sento molto ben accolto, mi piace l’ambiente, la luce, le persone che passano e quelle che qui lavorano. La signora DePadova mi offre un caffè, si siede al mio fianco e controlla il lavoro, è contenta. Ha una carica incredibile ed ancora una grande energia. Sembra una nonna giramondo. Sono contento di averla vista e conosciuta. Alla sera cena con Ely&Andre e Laura, una bella tavola imbandita, i tortelloni che ho portato sono stati apprezzati. Belle persone.
(martedì 14 marzo) Secondo giorno alla DP. Sto impaginando ad un buon ritmo, oggi mi dedico al capitolo dei tavoli e delle sedie; la Francesca (visual designer di DePadova con cui sto progettando il catalogo) è presa dal libro dei 50 anni, ha lavorato fino a mezzanotte. Mi dà altro materiale e vado avanti. Nel pomeriggio vivo un bellissimo momento: al grande tavolo su cui sto lavorando arrivano tre persone a parlare di contratti, sulla sinistra due uffici dove parlano tra loro, davanti a me, al suo tavolo, la signora DP parla al telefono con i suoi rivenditori in Emilia (!) e con un suo collaboratore, piú in là dei clienti sono seduti ad un tavolino e parlano di eventuali acquisti. Tanta gente è sparsa in tutto lo show room al primo piano, ognuno ha un suo spazio… mi tolgo le cuffie perché sento che sta succedendo qualcosa da ascoltare. Mi fermo e per un attimo vivo questo momento. È bellissimo… Tante persone, anime diverse, che il destino o il caso hanno portato davanti ai miei occhi, qua, ora.

(mercoledì 15 marzo) Terzo giorno. Ancora un bel sole fuori. Oggi lavoro ad altri capitoli del catalogo: i complementi e l’abaco. Sta venendo un bel lavoro, sono contento. C’è ancora molto da fare, da correggere, da migliorare, ma sono sicuro del buon risultato finale. C’è stato un bel momento oggi, quando ho regalato due dei miei segnalibri alla signora DP, li ha apprezzati molto, li ha guardati e ha detto: «Li facciamo col marchio DePadova sopra!». Io ero alle stelle! Sarei lusingato! Pranzo con un paio di panzerotti del mitico Luini, mi mancavano. Un giro veloce alla Hoepli. Prendo 3 libri, tra cui Fame di Knut Hamsun, opera preferita da molti autori come Agota Kristof, John Fante, John Steinbeck. Poi torno al lavoro. Serata con amici, aperitivo e pasta integrale coi broccoletti.
(giovedì 16 marzo) Quarto giorno milanese. Mi piace essere tornato per un po’ nella città dove ho studiato per tanti anni. Oggi lavoro ancora all’abaco, la parte finale del catalogo, dedicata alle misure e alle descrizioni dei prodotti. Cerco soluzioni leggere, sottili, ma ben leggibili e comode da consultare, e le prime prove mi soddisfano molto. Pranzo al bar di fronte col già mitico Salvatore: un piatto di verdure cotte con aggiunta di tonno. Alle 18 esco e volo all’Istituto Europeo del Design, c’è Gerard Unger, type designer olandese. Magro, capelli ricci grigi, fronte alta… tipico dutch! E come tutti i dutch (olandesi) è pratico e pragmatico. Comincia a parlare di quanto sia piatta la sua terra e finisce dicendo che vuole disegnare un carattere che faccia risparmiare carta. Parla dei suoi font, dello Swift (ispirato dal volo dei rondoni), del Gulliver (molto leggibile anche a 8.5 punti), del Capitolium (progettato per il Giubileo).
Sono tutti caratteri molto belli, ben disegnati, versatili, caratterizzati da occhielli ampi e da un’ottima leggibilità anche in condizioni un po’ estreme come la stampa dei quotidiani (molti suoi font sono nati con questo scopo, e molti newspaper del mondo li usano). Le lettere sono ‘tagliate’ con uno stile che riconosco subito come olandese. Alla fine dell’incontro gli chiedo cosa ne pensa degli e-book: lui sta progettando un carattere per un e-paper che dovrebbe uscire l’anno prossimo in Olanda. Mi risponde che sono un’idea ancora molto lontana dal divenire d’uso quotidiano. Finita la lezione esco e mi sento con Alex, altro amico dell’università e compagno nell’avventura Erasmus a Delft (ancora Olanda!) nel ’95-96. Ci vediamo da Spontini, davanti alla pizza comincia il revival di ricordi, che continua dopo un’ora nel pub a fianco… ad ogni sorso di rum riaffiorano situazioni e persone incontrate durante quel mitico anno.

(venerdì 17 marzo) È l’ultimo giorno di questa intensa settimana. Con Francesca facciamo il punto della situazione sul catalogo, cerchiamo di trovare idee divertenti, diverse per ogni pagina, per ogni prodotto. Alle 13.40 pranzo con la Paola, era tanto tempo che non la vedevo, ed è stato molto piacevole. Abbiamo parlato delle nostre realtà e scoperto molti punti in comune. È stato bello vederla. Pomeriggio ancora sul catalogo, con altre scansioni, scelte di carta e organizzazione dei tempi. Sera al cinema coi miei padroni di casa: V for Vendetta.
(sabato 18 marzo) Sono sul treno per Modena, mi sembra di rientrare da una vacanza. È stata la mia prima settimana di lavoro a Milano, prima non da studente. È stato istruttivo, ‘pieno’, riposante nonostante tutto (senza il telefono del mio studio…). Ho vissuto ogni momento, ogni incontro, ogni scelta. Lavorare per un po’ in un altra realtà apre i sensi, fa crescere…
30 Maggio 2006 alle 1:54
[...] Dopo molti mesi di lavoro è finalmente andato in stampa il catalogo DePadova 2006 di cui ho curato la grafica. La prima copia mi è arrivata tramite un amico via treno… L’ho tenuta nel suo pacchetto per qualche minuto poi con gli occhi un po’ umidi per l’emozione ho aperto e guardato ogni pagina, ogni dettaglio. Ezio Meroni, ormai mitico stampatore della Brianza, ha fatto un ottimo lavoro. [...]
20 Settembre 2006 alle 8:44
[...] Anche se non l’ho conosciuto personalmente, ho avuto la fortuna di farlo tramite i suoi oggetti, come la lampada Eclisse, che è stata la prima lampada ad illuminare le mie letture notturne, e i suoi disegni, cosí ricchi di anima, che accompagnavano i progetti per la Collezione DePadova. [...]