unalberogrande

Archivio di Gennaio, 2006

Quando le nuvole erano blu…

Nuvoleblu

Finalmente fine mese, finalmente si va in ferie… Non so dove, non so fino a quando, ma di sicuro ancora in viaggio. Spero che le mie belle nuvole bianche (e blu) mi seguano anche quest’anno.

Have Fun!

2 mm

…la mia mente sta
dove cantano gli alberi,
in un ilare vento.
Jack Kerouac

Kaki King, Yellowcake

In attesa che il terzo album di Kaki King arrivi anche da noi… il video del singolo Yellowcake.

Una recensione per Amante Calante

Sul sito Voce di Carpi è uscita una bella recensione del libro di Andrea Saltini, Amante Calante, che, stando alla classifica dei libri della versione cartacea del settimanale, ha superato nelle vendite (almeno a Carpi) il Dan Brown! Con un abile ‘copia&incolla’ lo riporto qua sotto.

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Anche in un libro il talento di Saltini
Eclettico, poliedrico, versatile. Sono parole spesso abusate nel descrivere un artista che esprime la sua inesauribile creatività attraverso linguaggi trasversali. Parlando di Andrea Saltini non si possono non usare tali aggettivi, forse un po’ banali ma quanto mai azzeccati per un talento camaleontico come il suo. Nato a Carpi nel 1974, Saltini si è avvicinato alla pittura circa dieci anni fa e da quattro ne ha fatto la sua professione riscuotendo consensi in Italia e all’estero. Ha esposto a Barcellona, a Berlino, alla Triennale internazionale dei giovani artisti di Londra e collabora con diverse gallerie e istituti culturali di Parma, Modena, Reggio Emilia, Milano che hanno organizzato alcune sue mostre personali, e ha partecipato a collettive e rassegne culturali in tutta Italia. Il suo talento è riconosciuto da critici, esperti e galleristi e i suoi lavori hanno raggiunto quotazioni importanti. Alla passione per la pittura, Saltini unisce una naturale predisposizione per altri linguaggi artistici, come la scrittura, la musica e il teatro, che fanno spesso da contorno alle sue installazioni.

Amante calante, edito da ilibrisensibili e presentato allo Spazio Giovani Mac’è! di Carpi nella serata del 7 luglio, è il suo primo libro, un’autobiografia che ripercorre i momenti più significativi della sua vita dal 1976 al 1999. «Avevo 3 anni. Calzoncini rossi, in piedi; mi piegavo verso terra e portavo una manciata di sabbia nella bocca. Il primo sapore che mi viene in mente è quello della sabbia. Poi, ho scavato una buca, rapido, e ci ho vomitato dentro (…). Quella volta non mi vide nessuno. Decisi di patire da solo quel segreto». È il primo ricordo di Andrea Saltini e l’incipit del suo libro che esprime già dall’inizio la sua personalità complessa, insondabile, in perenne bilico tra normalità e follia. La creatività, per lui è sinonimo di liberazione dalla sofferenza, dalla morte, dalla malattia, dalla solitudine, per gli altri è invece la dimostrazione di una specie di anormalità. «E poi, un giorno, iniziai a sentir l’espressione bambino difficile. (…) A casa potevo anche essere accettato, ma il problema dei bambini solitari era la scuola. Gli insegnanti tendono a considerarti un po’ stupido. (…) Loro non avevano la minima idea delle cose fantastiche che mi passavano per la testa».

L’arte come terapia del dolore fa da filo conduttore a tutto il libro: nella sua vis poetica trova la forza di reagire alle piccole e grandi avversità, al disagio e ai tormenti di un’esistenza certamente non facile. Saltini non subisce la vita, la assapora giorno dopo giorno in ogni suo retrogusto, anche quello più amaro e la malinconia che lo accompagna è una sorta di via di fuga dal disarmante senso di vuoto di fronte all’ineluttabilità del destino umano. Anche nell’amore, e nel sesso, Saltini trova una consolazione al dolore e, da buon ‘artista maledetto’, li vive con ardore, dedizione e con un amplificato senso del tragico: «La delusione è un’ottima maestra, se si sopravvive alle lacerazioni subite dal proprio ideale romantico». La seconda parte del libro passa dunque in rassegna il percorso sentimentale di Saltini, in una vera e propria carrellata di nomi femminili che hanno occupato il suo universo di giovante amante. Un ‘amante calante’.
Claudia Rosini

Fernando Pessoa. Se immagino, vedo.

Fernando Pessoa

Un giorno di tanti anni fa. Ero sotto esame. Scienza delle costruzioni. Bleah! Dovevo studiare e avevo un libro di Pessoa sul tavolo: Poesie di Álvaro de Campos. Pessoa lo conoscevo già, era semplicemente un libro che avevo appena preso. In una pausa tra un esercizio e l’altro, l’ho aperto e ho cominciato a leggere. E non mi sono piú fermato… Ogni tanto tentavo di chiudere e ricominciare a studiare, ma dopo 5 minuti mi ritrovavo già sul divano a leggere.

Pessoa mi ha sempre fatto un effetto strano. Se molti a leggerlo si abbattono, io mi carico di energia. Lo so, prendetemi per matto ma è cosí. Io mi nutro di Pessoa. Le sue parole sono nettare per la parte piú profonda di me. Leggo le sue poesie, i suoi viaggi lontano senza muoversi, i suoi tuffi nell’io profondo, i suoi «millimetri… sensazioni di cose minime», il suo guardare nell’anima delle cose del mondo… leggo e mi riempio… sono sazio, non ho altri modi per esprimerlo! Mi ritrovo nelle sue parole, sono a mio agio. C’è tutto me stesso.

Da sempre sono affascinato dal tema del viaggio della mente. E in questi giorni ho riletto alcune pagine di quella che ritengo essere la sua opera piú bella: Il libro dell’inquietudine. Pessoa doveva essere un uomo molto solo, e per questo si inventava degli eteronimi per farsi compagnia. Tra questi c’era Bernardo Soares, che scrive le sue memorie in questo libro. Sono testi brevi, che vanno dalla descrizione delle nuvole ai rapporti con le persone che incontra per strada, alla sua personale visione della vita. Leggo e mi imbatto in un testo che avevo sottolineato…

Per viaggiare basta esistere. […] Se immagino, vedo. […] È in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo; se li creo esistono; se esistono li vedo. […] La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo.

Kaki is Back

Kaki King

Per chi l’ha scoperta al primo album, l’ha ascoltata dal vivo, la segue da un po’… Kaki Lady fingerpick King torna con un nuovo prezioso album, il terzo: …Until We Felt Red. In uscita l’8 agosto in America, da noi poco dopo (ma con alcune bonus tracks in piú). Girando qua e là si possono già ascoltare alcuni brani in anteprima ed una breve intervista via podcast. Speriamo di rivederla presto dalle nostre parti…

So long, JB.

James Brown

Il Padrino del Soul se n’è andato. Così, per una stupita polmonite, sembra. Lui… una roccia di heavy funk soul. Lui, che usciva dal ring di Rocky Balboa cantando Living in America in piena Guerra Fredda. Che esagerava sempre, in tutto. Lui che a 70 anni urlava e saltava ancora sul palco. Strizzava la voce in gola… I Feel Good!

Quante volte avrei voluto vederlo dal vivo negli anni ’70, nel pieno della sua carica funk. Quante volte ho ascoltato in cuffia People Get Up & Drive Your Funky Soul, camminando a ritmo per le strade di Milano, cantandomi in testa gli ottoni.

Un altro grande che se ne va, la notte di Natale, quando siamo distratti, lasciandoci un po’ piú vuoti e senza renderci conto di chi abbiamo perso.
So long, JB.

Aggiornamento norme redazionali

Ho aggiornato la pagina delle norme redazionali con le regole sull’uso delle maiuscole e minuscole, delle virgolette, di numeri e unità di misura, e della punteggiatura in un dialogo. Il prossimo aggiornamento riguarderà la composizione delle note, della bibliografia e le abbreviazione piú in uso.

1 mm

Inizio una nuova categoria, ispirata ad un brano dell’amato Pessoa: Millimetri, sensazioni di cose minime. Sono pensieri liberi, ispirati dal momento o da quello che vedo. Parto da chi piú di altri ha influenzato il mio percorso formativo: Bruno Munari, che con poche parole è capace di raccontare un mondo.

Quando il progettista
è povero di idee
spesso usa materiali
molto preziosi.
Bruno Munari

È arrivata Angelika (e il drago)…

Angelika e il drago

Come promesso dall’amico/pittore/ora scrittore Andrea Saltini, a compenso del progetto grafico de Se regali un martello ad un bambino… e di altri che verranno, è arrivata in studio Angelika accompagnata dal fedele drago… Occupano una parete intera! Grazie Saltos!

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