
Ingredienti per 6 porzioni
› 250 gr di zucchero
› 5 uova (2 intere e 3 tuorli)
› 1/2 litro di latte
› 1 bustina di vaniglina
Preparazione
Lavorare le uova e i tuorli assieme a 120 gr di zucchero. Bollire il latte con la vaniglia. Appena raggiunta la bollitura, versarlo lentamente nel composto attraverso un colino e mescolando piano. Con un pentolino antiaderente fare il caramello, con i restanti 130 gr di zucchero e un cucchiaio d’acqua. Versare il caramello in 6 stampi e aggiungete la crema. Mettere gli stampi a bagnomaria in una teglia larga, e cuocere a 180° in forno per 30 minuti circa. Quando la crema è cotta, lasciar raffreddare a temperatura ambiente, poi metterla in frigo per 3 ore.

Ingredienti per 20 bomboloni
› 1 kg di farina 00
› 150 gr di zucchero
› 4 cubetti di lievito di birra
› scorza grattugiata di 1 limone
› 125 gr di burro a temperatura ambiente
› 1/2 litro di acqua tiepida
› 1 pizzico di sale
› zucchero per decorare
Preparazione
Riunite in un largo recipiente la farina setacciata, il burro, il lievito sciolto in poca acqua tiepida, la scorza grattugiata di limone, il sale. Lavorate fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico e lasciatelo lievitare coperto da un telo. Quando sarà raddoppiato di volume, staccatene dei pezzi grandi come un grosso uovo e schiacciateli leggermente con il mattarello. Appoggiatevi una tazza di tè capovolta e ritagliate i bordi eccedenti, poi, con un piccolo bicchiere capovolto, fate il foro al centro. Lasciate lievitare ancora mezz’ora. Scaldate abbondante olio in una padella, tuffatevi i bomboloni, pochi alla volta, ed estraeteli gonfi e dorati adagiandoli su carta assorbente. Serviteli caldi cosparsi di zucchero.

Ingredienti
› 1 kg di farina 00
› 1 cubetto di lievito
› 1/2 litro di latte
› 2 cucchiai d’olio
› sale
Preparazione
Setacciare la farina, allargarla al centro con le mani e aggiungere un po’ di sale. Sciogliere il cubetto di lievito nel latte e unirlo alla farina, assieme all’olio. Lavorare a lungo, poi lasciar lievitare per due ore in luogo caldo e asciutto.
Variante. Aggiungere un po’ di panna al latte, renderà piú morbido l’impasto.

Ingredienti
› 300 gr di farina bianca
› 300 gr di farina gialla
› 300 gr di mandorle
› 300 gr di zucchero
› 300 gr di burro
› 3 tuorli
Preparazione
Ricetta tipica mantovana, suggerita dall’amica Elisa. Impastare il tutto nella sequenza indicata; dei 300 gr di mandorle, 250 gr vanno tritate, i restanti 50 gr vanno lasciate intere. Distendere l’impasto su una teglia molto larga e bassa. Cuocere in forno per 30 minuti a 180°.

Ingredienti
› 600 gr di farina tipo 00
› 4 uova intere
› 6 cucchiai di zucchero
› 100 gr di burro
› 1 tazza scarsa di latte tiepido
› 1 cubetto di lievito
› 3 cucchiai d’olio
› sale
Preparazione
Impastare il tutto poi lasciare una notte intera a lievitare. Il giorno dopo stendere l’impasto alto un dito. Spalmare con una crema fatta da 100 gr di burro uniti a 130 gr di zucchero. Arrotolare e tagliare in 8 pezzi, disporli in una teglia e lasciare a lievitare per altre 3 ore. Cuocere in forno per 25 minuti a 200°.
Variante. Aggiungere zucchero filato al termine della cottura.
http://www.youtube.com/watch?v=lP7xhTvle4c&feature=player_embedded
Ho seguito il grande Neil Young nelle sue date italiane di Firenze e Verona nei giorni scorsi… che leggenda! Un grandissimo… Due ore di concerto ad altissimo livello.
Dall’apertura sconvolgente di Love and Only Love, che è durata 15 minuti come minimo, alla stupenda cover di All Along The Watchtower(di Bob Dylan, nel video) che ha incendiato la platea; fino ai suoi classici, come Mr. Soul, improvvisata con la band, cosí, perché aveva voglia di suonarla, e a qualche rara gemma, come Mother Earth suonata all’organo.
Vedere Neil è sempre un evento. Grazie Old Man
Di solito le catene che girano via mail sono delle bufale tremende.
Questa mi sembrava avesse una verità piú profonda.
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Ho imparato…
che nessuno è perfetto…
Finché non ti innamori.
Ho imparato…
che la vita è dura…
Ma io di piú!!!
Ho imparato…
che le opportunità non vanno mai perse.
Quelle che lasci andare tu… le prende qualcun altro.
Ho imparato…
che quando serbi rancore e amarezza
la felicità va da un’altra parte.
Ho imparato…
Che bisognerebbe sempre usare parole buone…
Perché domani forse si dovranno rimangiare.
Ho imparato…
che un sorriso è un modo economico per migliorare il tuo aspetto.
Ho imparato…
che non posso scegliere come mi sento…
Ma posso sempre farci qualcosa.
Ho imparato…
che quando tuo figlio appena nato
tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno…
ti ha agganciato per la vita.
Ho imparato…
che tutti vogliono vivere in cima alla montagna…
Ma tutta la felicità e la crescita avvengono mentre la scali.
Ho imparato…
che bisogna godersi il viaggio e non pensare solo alla meta.
Ho imparato…
che è meglio dare consigli solo in due circostanze…
Quando sono richiesti e quando ne dipende la vita.
Ho imparato…
che meno tempo spreco…
piú cose faccio.
Chi è contento che sulla terra esiste la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Il ceramista che premedita un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace […].
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.
Jorge Luis Borges, I Giusti

Una sera di settembre ero a Portovenere con amici. Sopra il paese, vicino alla chiesa, c’è un piccolo cimitero sul mare, un luogo che tutto sommato ha il suo fascino.
Verso sera questo era il mare come si presentava, e che la mia piccola canon timidamente ha tentato di riprodurre. Non riuscivo piú a staccare gli occhi… mi aveva catturato. Semplicemente senza parole…

Mercoledí 17 ottobre, Salumeria della Musica, Milano.
Arrivo presto, Renato Sellani è da solo sul palco a suonare per sé. Il locale è vuoto e mi siedo a gustarmi questo momento intimo. Poi pian piano arriva la gente e la sala si riempie. Sono in prima fila e mi protendo letteralmente verso il palco, verso il pianoforte.
Sellani suona accompagnato dalla voce di una giovane cantante brasiliana, Rosa Emilia. Lei è molto brava, ha una voce leggera, che porta indietro nel tempo… ma è Renato che mi cattura.
Ogni cosa che nasce dalle sue mani mi incanta. Le sue mani mi portano lontano, mi cullano, mi riempiono. Ogni goccia di suono la raccolgo nella sua pienezza, è una melodia rotonda, essenziale, asciutta. Ma anche piena, ricca, perfetta. Mi balla attorno e mi entra dentro. Ha il sapore del pane caldo. È leggera ma ‘pesata’ sui tasti fino al giusto.
È difficile descrivere la musica di Sellani. Va ascoltata, ‘bevuta’, assorbita, sentita con tutto se stessi. Va ‘vista’. Grazie Renato, spero di rivederti presto